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Intermediari
La remunerazione del Promotore Finanziario
in tempo di crisi
20/07/2010
La maggioranza degli 867 Promotori Finanziari intervistati
dall’Ufficio Studi di ProfessioneFinanza.com, nel
periodo fra il 22 e il 30 giugno 2010, denuncia un calo dei compensi percepiti
in questi due ultimi anni caratterizzati dalla crisi economica: il 54,6%
delle risposte hanno, difatti, evidenziato una diminuzione delle remunerazioni
complessive ottenute.
Questo calo delle remunerazioni è stato particolarmente sentito
in Fineco, dove hanno accusato la crisi il 74,2% degli intervistati, e
in Allianz Bank con il 73,3%. Seguono a ruota le indicazioni negative
fornite dai Promotori di Azimut (il 63,6% dei suoi Promotori intervistati
denuncia un calo degli emolumenti) e Fideuram con il 61,5% che ha indicato
un ridimensionamento della propria attività.
Le realtà in cui la maggior parte dei Promotori, nonostante la
crisi, constata un aumento delle proprie remunerazioni, sono MPSBP con
la metà esatta degli intervistati che dichiara di aver aumentato
i propri compensi nel corso degli ultimi due anni (e “solo”
un 20,8% li ha visti in calo) e San Paolo Invest con un andamento positivo
delle remunerazioni riscontrato da un 46,7% degli intervistati (compensato,
però da un 42,2% che ne denuncia una diminuzione).
“Gli intervistati che hanno indicato remunerazioni in diminuzione
in questi ultimi due anni – precisa Jonathan Figoli responsabile
dell’Ufficio Studi di ProfessioneFinanza.com - si sono sostanzialmente
divisi fra coloro (29,61%) che attribuiscono il calo principalmente alle
Front Fee (dato interpretabile come una diminuzione di nuove sottoscrizioni
avvenute) e coloro (25,14%) che ne attribuiscono la diminuzione riscontrata
principalmente alle Management Fee. Quest’ultimo dato è indicativo
del fatto che la crisi finanziaria, e il conseguente calo dei mercati,
abbia interessato principalmente quella parte di portafoglio che riconosceva
remunerazioni di management più elevate.”
Concentrando l’attenzione sulle sole Front Fee si può riscontrare
come nel corso dell’ultimo biennio il risultato sia decisamente
negativo: la media dell’andamento delle Front Fee per tutti gli
intermediari è stata ampiamente negativa con un calo pari al 9,1%.
Seppur un 22,8% degli intervistati abbia indicato un andamento sostanzialmente
stabile, questo dato risulta essere ancora più rilevante se si
osserva come circa un intervistato su tre (il 27,7%) abbia indicato le
proprie Front Fee calate di oltre il 25% nell’ultimo biennio; l’11%
le ha riscontrate in calo del 20% e il 10,4% in calo del 10%.
Gli intermediari per i quali si è assistito ad una vera e propria
crescita delle indicazioni in modo direttamente proporzionale alla diminuzione
delle Front Fee sono stati San Paolo Invest con il 29,8% degli intervistati
che accusa una diminuzione delle Front Fee superiore al 25%, Banca Generali
con il 33,8% di Promotori e Fineco con ben il 38,9% dei dichiaranti.
Per quanto riguarda le Management Fee emergono, a differenza che per le
Front Fee, dati molto più variegati: un 12,7% degli intervistati
dichiara una sostanziale stabilità delle remunerazioni derivanti
da Management Fee in questi ultimi due anni, un 18,5% ne riscontra un
aumento superiore al 25% e il 27,6% una diminuzione superiore al 20%.
Queste risposte portando ad un dato medio di mercato che denota una diminuzione
degli introiti da Management Fee solamente del 1,5%.
“Risulta interessante notare - afferma ancora Figoli -
come tali diminuzioni nelle remunerazioni percepite abbiano interessato
soprattutto i Promotori con portafogli inferiori ai 10 milioni di euro
mentre per i Manager, soprattutto per quelli con masse in gestioni superiori
ai 10 milioni, la crisi non ha portato contrazioni ma anzi, in alcuni
casi vengono dichiarate, soprattutto grazie alle Management Fee, remunerazioni
in aumento di oltre il 20%.”
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