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Compagnie Le principali banche italiane superano in blocco lo stress test condotto a livello europeo dalle autorità di vigilanza per verificare il grado di capitalizzazione del sistema creditizio del Vecchio Continente e la notizia viene accolta positivamente perche' attesta il buono stato di salute delle banche italiane, soprattutto se confrontato con quello spagnolo, che ha visto il fallimento dell'esame per 5 banche. Fissata al 6% la soglia minima del Tier 1 (rapporto tra capitali propri e attività totali) come condizione necessaria per il superamento dei test, i risultati delle banche italiane al 2011, a seguito delle analisi effettuate su eventuali shock negativi ipotizzati nello scenario avverso, Intesa Sanpaolo avrebbe un Tier 1 ratio all'8,2%, Unicredit al 7,8%, B.Popolare al 7%, Ubi B. al 6,8%, B.Mps al 6,2%. Esame superato anche nel caso la situazione fosse aggravata dal cosiddetto rischio sovrano. Il Tier 1 ratio stimato per B.Mps è infatti del 6,8%, per Unicredit del 7,8%, per Intesa Sanpaolo dell'8,2%, per B.Popolare del 7% e per Ubi B. del 6,8%. "Nel complesso, i risultati confermano la capacita' delle banche italiane di assorbire l'impatto di un significativo deterioramento delle attuali condizioni macroeconomiche e di mercato", ha commentato la Banca d'Italia annunciando inoltre l'intenzione di valutare "accuratamente i risultati dello stress test con ciascuno dei gruppi coinvolti". Palazzo Koch fa comunque notare che "nel confronto con le altre banche europee, i coefficienti patrimoniali di partenza delle grandi banche italiane, pur ampiamente superiori ai minimi regolamentari, sono mediamente più bassi" spiegando però che "sul divario influiscono sia una regolamentazione prudenziale nazionale che pone limiti più stringenti al computo di taluni strumenti negli aggregati patrimoniali che stanno al numeratore dei coefficienti, sia consistenti operazioni di ricapitalizzazione pubblica di cui hanno beneficiato alcune grandi banche europee". Un commento positivo è arrivato anche dal neo presidente dell'Abi, l'associazione bancaria italiana, Giuseppe Mussari. "I risultati degli stress test dimostrano che le banche italiane sono solide e pronte ad affrontare il futuro", afferma Mussari aggiungendo che "la salute del settore è ottima e conferma l'elevato grado di resistenza a shock eccezionali". "Anche ipotizzando severi scenari di stress, come ha ricordato il Governatore della Banca d'Italia, le banche italiane dispongono di risorse patrimoniali adeguate, comunque superiori agli indici minimi regolamentari, e pertanto si conferma la fiducia che le famiglie e le imprese hanno sempre mantenuto nel settore creditizio", conclude Mussari. |
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