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Varie Il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, ha presentato il rapporto 2010 sulla non autosufficienza in Italia. E lancia, insieme al ministro della Salute Fazio, un allarme: con il boom degli anziani disabili i costi sono insostenibili. Per questo bisogna puntare sul decollo dei Fondi integrativi sanitari sconfiggendo anche i tanti sprechi delle Regioni. Una via italiana per l'assistenza alle persone non autosufficienti ispirata alla "collaborazione tra sistema pubblico e sistema privato". Con i fondi integrativi sanitari a fare sempre più la parte del leone nelle cure agli anziani non autosufficienti. Mentre in altri Paesi europei la non autosufficienza ha fondi dedicati, la formula italiana non punta unicamente sull'assistenza pubblica, ma anche sul secondo pilastro, accanto al Ssn. Un progetto che prevede inizialmente un'adesione volontaria, poi "potrebbero essere introdotti criteri di obbligatorietà - spiega il documento - con il consenso sociale e la condivisione di tutti i soggetti istituzionali interessati". In italia le persone non autosufficienti sono almeno 2,6 milioni, di cui 2 milioni di anziani. Un problema, che riguarda quasi una famiglia su 10 e che rischia di aggravarsi con l'invecchiamento della popolazione. Oggi le persone con più di 65 anni sono oltre il 20% della popolazione italiana, ma saranno il 34,5% nel 2051. Dati che prospettano anche una crescita esponenziale dei costi di assistenza - oggi si spnedono oltre 17 miliardi (l'1,13% del Pil) - dovuti anche alla progressiva riduzione dei potenziali caregiver. Le famiglie italiane già oggi spendono per le circa 774 mila badanti ufficiali "oltre 9 miliardi - spiega il rapporto -, più dei 6,3 miliardi spesi dallo stato per le indennità di accompagnamento". Una situazione che il ministro Sacconi intende fronteggiare con l'avvio del'assistenza integrativa - soprattutto tramite la contrattazione collettiva -, ma anche con il taglio agli sprechi. «Non possiamo finanziare le inefficienze - ha detto il ministro -, le risorse per la non autosufficienza devono essere un volano per l'efficienza. Non si possono dare soldi a Regioni che non danno spazio al territorio, come lo era prima la Calabria, che ora però ha presentato un piano che va in tal senso. Questi fondi sono risorse aggiuntive da collegare allo sviluppo del
territorio». Fonte: Il Sole 24 Ore Sanità |
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